<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5418102707426819970</id><updated>2011-04-21T18:35:57.222-07:00</updated><title type='text'>4^ Commissione - Ricerca, Istruzione, Cultura</title><subtitle type='html'>Area virtuale della IV Commissione istituita nell'ambito dell' Associazione Alumni di EuroSapienza (AAdES)- Coordinatore Dott.ssa Sabina Mazza - W.M.Dott. Fabrizio Bonci</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://euroricerca1.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5418102707426819970/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://euroricerca1.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>4^ Commissione AAdES</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5418102707426819970.post-5755630309787777977</id><published>2007-05-18T10:17:00.001-07:00</published><updated>2007-05-18T10:59:38.918-07:00</updated><title type='text'>Buon Compleanno Europa (*)</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_livello2_attuale_no_margin"&gt;     &lt;span class="abstract"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine1&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="" class="floatDx" /&gt;         &lt;/div&gt;&lt;p&gt;Cinquant'anni di &lt;strong&gt;Unione Europea&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://europa.eu/50/index_it.htm" target="blank"&gt;cinquant'anni di sforzi comuni&lt;/a&gt; per inseguire il sogno di riunire sotto una comunanza di valori e nazioni popoli diversi tra loro. Il &lt;a href="http://europa.eu/abc/symbols/9-may/index_it.htm" target="blank"&gt;9 maggio&lt;/a&gt; nei &lt;a href="http://europa.eu/abc/maps/index_it.htm" target="blank"&gt;27 Stati Membri dell'Unione&lt;/a&gt; si è festeggiata la ricorrenza di un traguardo raggiunto che è, al tempo stesso, un punto di partenza per il futuro: un'Unione di Stati stabile. In questi cinquant'anni il vecchio continente ha cambiato volto e continua a crescere e a mutare; con lui sono cambiate le abitudini dei cittadini che diventano ogni giorno un po’ più europei.&lt;/p&gt;                      &lt;h3&gt;Breve storia dell'UE&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine2&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="Breve storia dell'UE" class="floatSx" /&gt;         L'idea dell'integrazione europea nasce dopo la seconda guerra mondiale. Nel &lt;strong&gt;1949&lt;/strong&gt; infatti le nazioni dell'Europa occidentale creano il &lt;a href="http://www.coe.int/DefaultIT.asp" target="blank"&gt;Consiglio d'Europa&lt;/a&gt;, un primo passo verso la cooperazione fra Stati. Il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese Robert Schuman presenta un piano di cooperazione rafforzata: si comincia così a delineare l'embrione di un'unione destinata a crescere negli anni. Il &lt;strong&gt;piano Schuman&lt;/strong&gt; è considerato il patto che ha dato vita poi al &lt;a href="http://europa.eu/scadplus/treaties/eec_it.htm" target="blank"&gt; trattato di Roma (1957)&lt;/a&gt;, che istituisce &lt;a href="http://europa.eu/pol/singl/index_it.htm" target="blank"&gt; la Comunità Economica Europea (CEE), o “mercato comune”&lt;/a&gt;, avente per obiettivo la libera circolazione di persone, beni e servizi al di là dei confini nazionali. Per questo motivo il 9 maggio si celebra la &lt;strong&gt; “Giornata dell'Europa” &lt;/strong&gt;.  Dal 1950 a oggi, una serie di dichiarazioni, politiche comuni e patti hanno costruito l'attuale volto dell'Europa: dall'&lt;a href="http://europa.eu/pol/cust/index_it.htm" target="blank"&gt;abolizione dei dazi doganali sulle merci d'importazione (1968)&lt;/a&gt;, all’introduzione della &lt;a href="http://europa.eu/pol/emu/overview_it.htm" target="blank"&gt; moneta unica europea (1999)&lt;/a&gt;, dalla &lt;a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm" target="blank"&gt;prima elezione diretta dei membri del Parlamento europeo (1979)&lt;/a&gt;, alla firma dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone, dal &lt;a href="http://europa.eu/scadplus/treaties/maastricht_it.htm" target="blank"&gt;trattato di Maastricht (1997)&lt;/a&gt;&lt;a&gt; che definisce i piani di riforma delle istituzioni europee alla &lt;/a&gt;&lt;a href="http://europa.eu/constitution/index_it.htm" target="blank"&gt;Costituzione Europea (2004)&lt;/a&gt;.   Ai sei Paesi che per primi hanno dato vita al &lt;strong&gt;processo di integrazione europea&lt;/strong&gt; (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi), se ne sono uniti, nel corso degli anni, altri ventuno: nel 2004 l’UE contava 25 nazioni, 27nel 2007. Oggi l’Unione Europea può ritenere, a giusto titolo, di rappresentare un continente e di riunire dall’Atlantico al Mar Nero i popoli dell’Europa occidentale e orientale, separati fino a pochi anni fa dalla guerra fredda.                    &lt;h3&gt;Le istituzioni &lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine3&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="Le istituzioni " class="floatDx" /&gt; L'Unione Europea è un organismo unico nel suo genere; non è una federazione di Stati, né un semplice organismo per la cooperazione tra i governi: i Paesi che la costituiscono (“Stati membri”), uniscono infatti le loro sovranità, delegando alcuni dei poteri decisionali alle istituzioni comuni da loro stessi create, in modo che le disposizioni possano essere prese democraticamente a livello europeo. Il &lt;a href="http://europa.eu/institutions/decision-making/index_it.htm" target="blank"&gt;processo decisionale&lt;/a&gt; all'interno dell'Unione coinvolge tre istituzioni principali:&lt;ul class="lista"&gt;&lt;li&gt;il &lt;a href="http://europa.eu/institutions/inst/parliament/index_it.htm" target="blank"&gt;Parlamento Europeo (PE)&lt;/a&gt;, che rappresenta i cittadini ed è eletto direttamente da questi;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il &lt;a href="http://europa.eu/institutions/inst/council/index_it.htm" target="blank"&gt;Consiglio dell'Unione Europea&lt;/a&gt;, che rappresenta i singoli Stati membri; alle sue riunioni partecipa infatti un ministro di ciascun governo nazionale;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la &lt;a href="http://europa.eu/institutions/inst/comm/index_it.htm" target="blank"&gt;Commissione Europea&lt;/a&gt;, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell'Unione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; Il processo decisionale dà origine alle politiche e alle leggi applicate in tutta l'Unione Europea: la Commissione propone le nuove leggi mentre il Parlamento e il Consiglio le adottano come risoluzioni. Le nuove leggi europee possono seguire &lt;a href="http://europa.eu/institutions/decision-making/index_it.htm" target="blank"&gt;procedure legislative diverse&lt;/a&gt;, in particolare: la &lt;strong&gt; “consultazione” &lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt; “parere conforme” &lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt; “codecisione” &lt;/strong&gt;. Tutte e tre le procedure vedono coinvolti Commissione, Parlamento e Consiglio.  Alla base dell'Unione Europea ci sono altre due istituzioni: la &lt;a href="http://europa.eu/institutions/inst/justice/index_it.htm" target="blank"&gt;Corte di giustizia&lt;/a&gt;, che vigila sullo stato di diritto comunitario e la &lt;a href="http://europa.eu/institutions/inst/auditors/index_it.htm" target="blank"&gt;Corte dei conti&lt;/a&gt;, che controlla il finanziamento delle attività dell'Unione. Oltre a queste istituzioni principali, l'UE possiede &lt;a href="http://europa.eu/institutions/index_it.htm" target="blank"&gt;una serie di organismi&lt;/a&gt; a cui sono attribuite funzioni specializzate.  La partecipazione del nostro Paese al processo normativo dell'Unione è disciplinata dalla  &lt;a href="http://www.politichecomunitarie.it/DefaultDesktop.aspx?doc=5968" target="blank"&gt;legge 4 febbraio 2005, n. 11&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; “Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari” &lt;/strong&gt;. Tale legge prevede che tutti i progetti di atti comunitari e i relativi documenti preparatori vengano trasmessi dal Governo alle Camere per l'assegnazione alle commissioni parlamentari competenti, alle regioni e province autonome e agli enti locali. Il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvale del &lt;a href="http://www.politichecomunitarie.it/DefaultDesktop.aspx?page=1" target="blank"&gt;Dipartimento per le politiche Comunitarie&lt;/a&gt; per l'attuazione delle politiche generali e settoriali e degli impegni assunti, nonché per le azioni di coordinamento nelle fasi di predisposizione della normativa comunitaria e dell'Unione Europea. Questi compiti sono finalizzati a definire, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, la posizione italiana sulle norme comunitarie da sostenere in sede di Unione Europea. Il Dipartimento cura e segue la predisposizione, l'iter parlamentare e l'attuazione della legge comunitaria annuale, vigila sull'attuazione delle norme, assicura il monitoraggio del processo decisionale e promuove l'informazione sull'attività dell'Unione.                    &lt;h3&gt;Diritti fondamentali e costituzione &lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine4&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="Diritti fondamentali e costituzione " class="floatSx" /&gt; I cittadini appartenenti agli stati membri dell'Unione beneficiano oltre che delle norme legislative garantite nei loro Paesi di provenienza anche di una serie di diritti a livello comunitario. I &lt;strong&gt;diritti civili dei cittadini dell'Unione&lt;/strong&gt; sono sanciti dalla &lt;a href="http://www.cittadinanzaeuropea.net/cartadeidiritti/lacarta.asp" target="blank"&gt;“Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”&lt;/a&gt;, proclamata nel corso del Consiglio di Nizza e approvata dal Parlamento europeo il 14 novembre 2000. La Carta è frutto del &lt;strong&gt;patrimonio morale dell'Europa&lt;/strong&gt;, ribadisce i valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà sui quali si fonda l'Unione, nonché i principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando &lt;strong&gt;uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia&lt;/strong&gt;. Per dare un valore vincolante sotto il profilo giuridico ai diritti sanciti dalla Carta e per gettare le fondamenta per una democrazia europea, il 29 ottobre 2004 è stata firmata a Roma la &lt;a href="http://europa.eu.int/constitution/it/lstoc1_it.htm" target="blank"&gt;Costituzione Europea&lt;/a&gt; che entrerà però in vigore soltanto quando tutti gli Stati membri l'avranno ratificata. Allo stato attuale il testo è stato &lt;strong&gt;approvato da 15 Stati&lt;/strong&gt;: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovacchia, Slovenia e Spagna.                    &lt;h3&gt;Cosa cambia per i cittadini&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine5&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="Cosa cambia per i cittadini" class="floatDx" /&gt;         I cittadini dell'Unione Europea hanno &lt;a href="http://ec.europa.eu/youreurope/nav/it/citizens/index.html" target="blank"&gt;diritto di vivere, lavorare e studiare in un altro Paese dell'UE&lt;/a&gt;. Non solo. Sono anche facilitati in caso di &lt;a href="http://www.vivieuropa.it/essere-cittadini-europei/31/il-diritto-di-circolare-e-soggiornare" target="blank"&gt;trasferimento e soggiorno&lt;/a&gt;: possono infatti entrare in qualsiasi Paese dell'Unione con un &lt;strong&gt;passaporto&lt;/strong&gt; o una &lt;strong&gt;carta d'identità valida&lt;/strong&gt;. Le autorità locali hanno la facoltà di controllare la validità del documento, ma non sono autorizzate a fare domande sugli scopi e sulla durata del viaggio. Le uniche limitazioni al diritto di viaggio possono essere imposte per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica o sanità pubblica. Anche &lt;strong&gt;i familiari al seguito&lt;/strong&gt; sono ammessi, qualunque sia la loro nazionalità, ma, a seconda del Paese di provenienza, a volte è necessario un visto d'ingresso. Le &lt;a href="http://www.vivieuropa.it/essere-cittadini-europei/?c=Diritti-e-liberta" target="blank"&gt;tutele per i cittadini UE&lt;/a&gt; riguardano inoltre indennizzi per mancati imbarchi o voli cancellati, assistenza sanitaria in loco per tutta la famiglia e le stesse norme fiscali applicabili ai cittadini di quel Paese in caso di acquisto di beni e servizi per uso personale. &lt;p class="allineaDx"&gt;     &lt;a href="http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/speciali&amp;id=1178695022088#" class="link_bold"&gt;torna su&lt;/a&gt;   &lt;/p&gt;                   &lt;h3&gt;La libera circolazione&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine6&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="La libera circolazione" class="floatSx" /&gt;         Il concetto di &lt;strong&gt; libera circolazione delle persone&lt;/strong&gt; era inizialmente ristretto all'ambito degli operatori economici, in qualità di prestatori d'opera o di servizi. Negli anni e nelle varie direttive dell'Unione questo concetto è stato man mano ampliato, alla luce di una generalizzazione legata all'idea della cittadinanza dell'Unione, indipendentemente dall'attività lavorativa. Grazie a questa interpretazione, oggi in Europa i cittadini dell'Unione possono spostarsi con maggiore facilità e conseguentemente con maggiore frequenza. Sono sempre più numerosi infatti i cittadini europei che ogni anno viaggiano all'interno dell'UE per ragioni turistiche, per visitare parenti e amici o ancora per motivi professionali o di formazione. Gli &lt;a href="http://europa.eu/scadplus/glossary/schengen_agreement_it.htm" target="blank"&gt; accordi di Schengen (Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e Convenzione applicativa del 19 giugno 1990, entrata in vigore il 26 marzo 1995)&lt;/a&gt; hanno costituito il passo più importante verso l’istituzione del mercato interno senza ostacoli alla libertà di circolazione per le persone. Allo stato attuale i &lt;strong&gt; Paesi che aderiscono pienamente a Schengen&lt;/strong&gt; sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, più Islanda e Norvegia, che non appartengono all'UE. I 10 Paesi che hanno aderito all'UE nel 2004 (Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia) e i due che sono entrati nell'Unione il 1° gennaio 2007 (Bulgaria e Romania) non sono ancora membri a pieno diritto dello spazio Schengen: i rapporti tra i vecchi e i nuovi Stati membri saranno mantenuti fino a quando il Consiglio dell'UE non deciderà che sono soddisfatte le condizioni per abolire i controlli alle frontiere interne. Anche i familiari di cittadini che si spostano all'interno dell'UE usufruiscono del diritto di libera circolazione, indipendentemente dalla loro nazionalità. Sono considerati membri della famiglia il coniuge e i figli di età inferiore ai ventuno anni o a carico, nonché i genitori e i genitori del coniuge, se anch'essi a carico. Dal 29 aprile 2004, inoltre, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato &lt;a href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/l33152.htm" target="blank"&gt;una direttiva&lt;/a&gt; intesa ad aggiornare la legislazione vigente in materia per &lt;strong&gt; agevolare la mobilità dei cittadini&lt;/strong&gt;. Le nuove regole per l'ingresso e il soggiorno dei cittadini dell'Unione Europea e dei loro familiari sono state recentemente adottate anche in Italia con &lt;a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/07030dl.htm" target="blank"&gt;Decreto Legislativo 30/2007&lt;/a&gt;. Grazie a questa nuova direttiva le formalità amministrative verranno ridotte. I cittadini dell'UE non dovranno più ottenere un permesso di soggiorno nello Stato membro di residenza: sarà sufficiente una semplice registrazione presso le autorità competenti e solo se ritenuto necessario dallo Stato membro ospitante. La direttiva conserva la disposizione che impone ai cittadini dell'UE di esercitare un'attività economica o di disporre di risorse sufficienti per potersi stabilire come residenti in un altro Stato membro. Dopo cinque anni di residenza ininterrotta i cittadini dell'Unione e i loro familiari acquisiranno un diritto di residenza permanente. Questo diritto permanente sarà una chiara espressione della cittadinanza europea e consentirà di beneficiare di maggiori diritti.                    &lt;h3&gt;Lavorare &lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine7&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="Lavorare " class="floatDx" /&gt;         La crescita dell'Unione Europea ha ampliato le possibilità dei cittadini, anche per quanto riguarda le &lt;strong&gt;opportunità lavorative&lt;/strong&gt;. Ci si muove in un mercato dell'occupazione più ampio, che non ha più una dimensione nazionale ma continentale. Nel 1998 il &lt;a href="http://europa.eu.int/eur-lex/it/treaties/dat/amsterdam.html" target="blank"&gt;trattato di Amsterdam&lt;/a&gt; ha indicato la promozione dell'occupazione come uno dei principali obiettivi comunitari. Un obiettivo definito in una strategia basata su quattro priorità tematiche: &lt;strong&gt;occupabilità, imprenditorialità, adattabilità e pari opportunità&lt;/strong&gt;.   La &lt;a href="http://ec.europa.eu/employment_social/firsttime_it.html" target="blank"&gt;Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali dell'Unione Europea&lt;/a&gt;, per orientare gli Stati al raggiungimento di questi obiettivi, propone politiche specifiche e programmi pluriennali. La Commissione ha inoltre istituito il &lt;a href="http://www.fondosocialeuropeo.it/fse_polimp.shtml" target="blank"&gt;Fondo Sociale Europeo (FSE)&lt;/a&gt; con lo scopo di sostenere economicamente le misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione, a sviluppare le risorse umane e a favorire l'integrazione e il mercato del lavoro. &lt;p class="allineaDx"&gt;     &lt;a href="http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/speciali&amp;amp;id=1178695022088#" class="link_bold"&gt;torna su&lt;/a&gt;   &lt;/p&gt;                                        &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine8&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="" class="floatSx" /&gt;         In campo occupazionale, i cittadini dell'Unione Europea hanno il diritto di vivere in qualunque Stato membro come &lt;strong&gt; lavoratore dipendente o autonomo, persona in cerca di lavoro e pensionato&lt;/strong&gt;, ricevendo lo stesso trattamento dei cittadini del Paese ospitante. Viene tutelato l'&lt;strong&gt; accesso all'occupazione&lt;/strong&gt;: un cittadino proveniente da uno stato membro ha diritto a essere assunto alle stesse condizioni delle quali godono i cittadini del Paese ospitante, non possono essere chiesti requisiti aggiuntivi. È inoltre previsto il &lt;a href="http://ec.europa.eu/youreurope/nav/it/citizens/working/qualification-recognition/index.html" target="blank"&gt;riconoscimento delle qualifiche professionali&lt;/a&gt;: se si è idonei a esercitare una professione nel Paese d'origine, lo si è anche in qualunque altro Paese dell'UE. Per facilitare questo processo l'Unione ha istituito sistemi di riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali, che consentono ai suoi cittadini di fare un pieno uso delle proprie formazioni e qualifiche in qualunque Stato membro. L'Unione tutela anche le persone in cerca di lavoro: i disoccupati hanno infatti il diritto di vivere in un altro Paese dell'UE per un “periodo ragionevole” al fine di &lt;strong&gt;cercare un lavoro&lt;/strong&gt;. In assenza di disposizioni comunitarie che definiscano tale periodo, la maggior parte degli Stati membri ha fissato un termine di sei mesi, anche se in alcuni Paesi sono ancora tre. Il periodo può però essere prolungato se si può dimostrare che si sta ancora cercando attivamente lavoro e che c'è una possibilità reale di trovarne uno (per esempio in seguito a colloqui o prove ancora da sostenere). Inoltre è possibile continuare a percepire per tre mesi le stesse indennità di disoccupazione che si ricevevano nel Paese d'origine, purché il cittadino sia registrato presso il collocamento nazionale da almeno quattro settimane. Per coloro che sono &lt;a href="http://www.vivieuropa.it/lavorare-e-fare-impresa/65/sportelli-informativi" target="blank"&gt;in cerca di lavoro&lt;/a&gt; o che hanno già trovato un impiego, la Commissione Europea, insieme con i collocamenti nazionali, ha creato &lt;a href="http://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it" target="blank"&gt;EURES&lt;/a&gt;, una rete che comprende 450 “euroconsulenti” in tutto lo Spazio economico europeo, che forniscono informazioni e consigli su come trovare lavoro. Per quanto riguarda i cittadini italiani iscritti all'INPS, se hanno svolto attività lavorativa in diversi Paesi UE, possono sommare i relativi periodi contributivi ai fini del &lt;a href="http://www.inps.it/Doc/TuttoInps/Pensioni/Pensioni_internazionali/Come_si_calcola_la_pensione_internazionale/index.htm" target="blank"&gt;diritto alla pensione&lt;/a&gt;, ma l'importo della pensione viene determinato comunque da ogni Paese in base al proprio sistema di calcolo dei contributi e in proporzione ai periodi assicurativi maturati secondo la propria legislazione.                    &lt;h3&gt;Studiare&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine9&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="Studiare" class="floatDx" /&gt; Nell'Unione Europea ogni Stato membro assume la piena responsabilità dell'organizzazione dei propri sistemi d'istruzione e del contenuto dei programmi. La Comunità si assume il compito di contribuire allo sviluppo di un'istruzione di qualità, incentivando la cooperazione fra gli Stati membri e, se necessario, sostenendo e integrando la loro azione, in particolare per sviluppare la &lt;strong&gt;dimensione europea dell'istruzione&lt;/strong&gt;, favorire la mobilità e promuovere la cooperazione fra gli istituti scolastici e universitari.  In seguito al &lt;a href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/cha/c10241.htm" target="blank"&gt;Consiglio europeo di Lisbona (2000)&lt;/a&gt;, l'Unione ha deciso di sviluppare una forma di cooperazione politica nel campo dell’istruzione e della formazione, annunciando il suo obiettivo strategico per il prossimo decennio: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. A questo scopo è stato preparato il &lt;strong&gt;piano “Istruzione e Formazione 2010”&lt;/strong&gt;, un programma integrato che sostiene la messa in opera della strategia di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione. Per attuarlo si è ricorso al &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/policies/pol/policy_it.html#methode" target="blank"&gt;“metodo di coordinamento aperto”&lt;/a&gt;. Questo nuovo strumento è volto allo sviluppo di politiche coerenti in settori come l'istruzione, in cui è esclusa ogni “politica comune”, ma esiste l'esigenza reale di uno “spazio europeo”. Il &lt;strong&gt;Consiglio europeo di Barcellona (2002)&lt;/strong&gt; ha rafforzato queste ambizioni, affermando che l'istruzione è una delle basi del modello sociale europeo e che i sistemi europei dovranno diventare entro il 2010 un “riferimento di qualità mondiale”. Per realizzare tale obiettivo il 30 novembre 2002 i ministri della Pubblica Istruzione di 31 Paesi europei (Stati membri, Paesi candidati e Paesi facenti parte dello Spazio Economico Europeo) hanno adottato la &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/copenhagen/index_it.html" target="blank"&gt;Dichiarazione di Copenhagen&lt;/a&gt; destinata a promuovere la cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale, attraverso l’attuazione di azioni concrete in merito a trasparenza,&lt;br /&gt;riconoscimento e qualità.  Non esiste quindi una “politica comune” dell'istruzione, ma esistono tuttavia mezzi specifici per favorire la cooperazione in questo campo, quali i programmi d'azione comunitari &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/programmes/socrates/shortit.pdf" target="blank"&gt; Socrates&lt;/a&gt; (per l'istruzione) o &lt;a href="http://www.programmaleonardo.net/lifelong/lifelong_home.htm" target="blank"&gt;Leonardo da Vinci&lt;/a&gt; (per la formazione professionale), che si basano su una codecisione a livello europeo tra il Consiglio e il Parlamento. Grazie a Socrates (il programma europeo che mira a promuovere l'apprendimento delle lingue e incoraggiare la mobilità e l'innovazione) e ai suoi &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/programmes/socrates/socrates_it.html" target="blank"&gt;otto programmi&lt;/a&gt;, molti giovani cittadini si spostano all’interno dell'Unione per fare &lt;a href="http://ec.europa.eu/ploteus/portal/home.jsp" target="blank"&gt;esperienze di studio all'estero&lt;/a&gt;. Tutti gli Stati membri prevedono, nella loro legislazione, un'assistenza finanziaria agli universitari, ma gli studenti che partecipano al programma Socrates beneficiano di una situazione più favorevole rispetto a coloro che si recano all'estero fuori dall'ambito comunitario o di una convenzione tra università. Continuano inoltre a fruire delle borse di studio o di qualsiasi altro aiuto finanziario ottenuto nel Paese d'origine, indipendentemente dalle disposizioni generali in vigore o dagli eventuali ostacoli ancora esistenti nel Paese in questione, per quanto riguarda la possibilità del trasferimento delle borse di studio. Anche questi studenti beneficiano del diritto alla parità di trattamento: qualunque istituto li ospiti deve accettarli alle stesse condizioni fissate per i cittadini nazionali. Anche le &lt;a href="http://www.vivieuropa.it/studiare/56/fondi-iniziative-e-opportunita" target="blank"&gt;borse di studio&lt;/a&gt; per far fronte alle spese di iscrizione e/o scolastiche, devono essere attribuite alle medesime condizioni.    &lt;p class="allineaDx"&gt;     &lt;a href="http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/speciali&amp;id=1178695022088#" class="link_bold"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/p&gt;                                        &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine11&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="" class="floatDx" /&gt; Le condizioni di accesso agli istituti, previste per i cittadini nazionali, sono però fissate dagli Stati membri, e possono variare considerevolmente da un Paese all'altro. La padronanza della lingua può costituirne un esempio: in alcuni Stati membri può essere richiesto di superare un esame destinato a dimostrare le proprie &lt;a href="http://www.vivieuropa.it/studiare/53/strumenti-e-opportunita" target="blank"&gt;conoscenze linguistiche&lt;/a&gt;.   Tutte le informazioni sui sistemi di istruzione nazionali degli Stati membri sono presenti all'interno di &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/programmes/socrates/eurydice/index_it.html" target="blank"&gt;Eurydice&lt;/a&gt;, una rete d'informazioni che dal 1980 costituisce uno dei pilastri strategici creati dalla Commissione Europea e dagli Stati membri per facilitare la collaborazione grazie a una migliore comprensione dei sistemi e delle politiche dei rispettivi Stati. Un altro strumento creato dalla Commissione appositamente per i giovani studenti è &lt;a href="http://europa.eu.int/ploteus/portal/home.jsp" target="blank"&gt;Ploteus - Portal on Learning Opportunities throughout the European Space (Portale delle opportunità di apprendimento nello spazio europeo)&lt;/a&gt;, un sito che fornisce informazioni sulle opportunità di istruzione e di formazione disponibili in Europa, in particolare sulle borse di studio esistenti e gli indirizzi utili. A differenza delle professioni, per il &lt;strong&gt;riconoscimento dei titoli e dei diplomi scolastici&lt;/strong&gt;, non esistono disposizioni comunitarie che disciplinano la materia, ma per informazioni ci si può rivolgere ai &lt;a href="http://ec.europa.eu/education/programmes/socrates/agenar_it.html" target="blank"&gt;Centri Nazionali di Informazione sul Riconoscimento Accademico (NARIC)&lt;/a&gt;, presenti in ogni Stato membro, e che costituiscono una rete in grado di assicurare una stretta collaborazione e uno scambio ottimale di informazioni utili per gli studenti all'estero.                    &lt;h3&gt;Moneta unica&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine12&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;blobwhere=1178695022088" alt="Moneta unica" class="floatSx" /&gt;         Il &lt;strong&gt;1° gennaio 2002&lt;/strong&gt; viene ricordato in Europa come un evento storico: da questa data infatti oltre 300 milioni di cittadini europei utilizzano la stessa moneta. La &lt;strong&gt;moneta unica&lt;/strong&gt; nasce in realtà nel 1999 e fin dall'inizio era utilizzabile per i pagamenti che non richiedevano l'uso di contante.  Tra il 1999 e il 2002 c'è stata la cosiddetta&lt;strong&gt; “transizione all'euro”&lt;/strong&gt;: una preparazione di tre anni per introdurre materialmente la moneta. Questo tempo è stato necessario per stampare e coniare le nuove banconote e monete introdotte appunto il &lt;a href="http://www.ecb.int/bc/intro/html/map.it.html" target="blank"&gt;1° gennaio 2002&lt;/a&gt; in dodici degli allora quindici Stati membri dell'Unione Europea. Il 1° maggio 2004 hanno aderito all'Unione Europea altri dieci Paesi che parteciperanno all'Unione Economica e Monetaria (UEM) e che adotteranno la moneta unica non appena soddisferanno i &lt;a href="http://www.ecb.int/ecb/orga/escb/html/convergence-criteria.it.html" target="blank"&gt; criteri di convergenza richiesti&lt;/a&gt;. Finora dei nuovi Stati l'unico ad aver raggiunto tale obiettivo è la Slovenia, che dal 1° gennaio 2007 ha dunque sostituito la valuta nazionale con l'euro. L'introduzione della moneta comune dopo 50 anni dall'inizio del processo di integrazione europea non è un traguardo da sottovalutare. L'euro ha infatti portato numerosi &lt;strong&gt;vantaggi&lt;/strong&gt; non solo alle imprese che possono operare in una sola moneta per tutti gli scambi commerciali nell’Unione Economica e Monetaria, ma anche per i cittadini. È proprio grazie all'euro che oggi i consumatori europei possono effettuare trasferimenti internazionali di fondi in modo più semplice e meno costoso, viaggiare senza dover effettuare cambi di monete dei Paesi partecipanti. A questo si aggiunge la stabilità del potere d'acquisto dell'euro, grazie all'attività della &lt;a href="http://www.ecb.int/ecb/html/index.it.html" target="blank"&gt;Banca Centrale Europea (BCE)&lt;/a&gt;, che vigila sulla moneta unica e che ha come scopo prioritario quello del mantenimento della stabilità dei prezzi.                       &lt;h3&gt;La salute&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine13&amp;amp;blobtable=IG_Speciale&amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="La salute" class="floatDx" /&gt; Se la libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi è uno dei punti di forza della Comunità Europea, l'UE sta però lavorando anche in campo sanitario per elaborare &lt;a href="http://ec.europa.eu/health/ph_overview/pgm2007_2013_it.htm" target="blank"&gt;una strategia&lt;/a&gt; che faciliti la mobilità dei pazienti e degli operatori del settore, semplificare le procedure e migliorare la qualità dei trattamenti e la loro accessibilità a livello transfrontaliero. Allo stato attuale, il cittadino europeo in caso di incidente o malattia imprevista durante un soggiorno temporaneo in un Paese dell'UE e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera può beneficiare di &lt;strong&gt;cure sanitarie gratuite o a costi ridotti&lt;/strong&gt;. Rientrano in questa categoria tutte le cure mediche fornite per evitare rientri anticipati nel Paese di residenza per ricevere l'assistenza sanitaria. Non in tutti i Paesi però le cure sono completamente gratuite: è opportuno, quindi, conservare le fatture, le prescrizioni e le ricette al fine di ottenere un rimborso. Per agevolare l'accesso all'&lt;a href="http://ec.europa.eu/health-eu/index_it.htm" target="blank"&gt;assistenza sanitaria nell'UE&lt;/a&gt; e per accelerare il rimborso delle spese sostenute è stata introdotta la &lt;a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/prFocusAree.jsp?ricerca=si&amp;colore=3&amp;amp;area=assistenza&amp;titolo=titolo&amp;amp;titolohidden=&amp;keywords=parola+chiave&amp;amp;keywordhidden=&amp;keywordhiddenTA=abcdefghilmnopqrstuvz&amp;amp;amp;amp;amp;gg_da=gg&amp;mm_da=mm&amp;amp;aa_da=aaaa&amp;gg_a=gg&amp;amp;mm_a=mm&amp;aa_a=aaaa&amp;amp;datada=1901/01/01&amp;dataa=2101/01/01" target="blank"&gt;tessera europea di assicurazione sanitaria&lt;/a&gt;. Essa non dà diritto al rimborso automatico delle cure mediche qualora ci si rechi all'estero &lt;a href="http://www.ministerosalute.it/assistenza/approfondimento/sezApprofondimento.jsp?id=1&amp;amp;label=citt" target="blank"&gt;espressamente per farsi curare&lt;/a&gt;.  Nel sistema italiano, l'&lt;a href="http://www.ministerosalute.it/assistenza/approfondimento/sezApprofondimento.jsp?label=prga" target="blank"&gt;assistenza sanitaria all'estero&lt;/a&gt;, preventivamente autorizzata, è consentita, in via di eccezione, solo per le prestazioni di altissima specializzazione che non siano ottenibili nel nostro Paese tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico. Nonostante le norme europee, in virtù del fatto che &lt;strong&gt;solo alcuni Paesi dell'UE sostengono per intero le spese per le cure mediche&lt;/strong&gt;, qualora ci si rechi all'estero, è consigliabile sottoscrivere una polizza viaggio. I sistemi sanitari e la dispensazione di cure infatti variano molto tra un Paese europeo e l'altro. Assicurare un'assistenza sanitaria di alta qualità è diventata un'impresa impegnativa per gli Stati membri che devono affrontare questioni difficili come l'invecchiamento della popolazione e le crescenti aspettative dei cittadini. L'UE sostiene gli sforzi degli Stati membri provvedendo alla messa in comune di esperienze e competenze, agevolando la gestione della spesa per la sanità e coordinando i sistemi sanitari dei vari Paesi per facilitare l'accesso alle cure transfrontaliere. L'Unione Europea aspira inoltre a creare uno &lt;a href="http://ec.europa.eu/health-eu/care_for_me/e-health/index_it.htm" target="blank"&gt;“spazio europeo della sanità on line”&lt;/a&gt; per favorire lo scambio di buone pratiche, creando reti di informazione sanitaria, per incentivare la teleconsultazione, la prescrizione e il rimborso on line.                    &lt;h3&gt;La partecipazione dei cittadini al futuro dell’Unione&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;img src="http://www.italia.gov.it/servlet/BlobServer?blobcol=url_immagine14&amp;blobtable=IG_Speciale&amp;amp;blobkey=id&amp;amp;blobwhere=1178695022088" alt="La partecipazione dei cittadini al futuro dell’Unione" class="floatSx" /&gt; Nel 1957 neppure i fondatori dell'Unione, per quanto lungimiranti, sarebbero riusciti a immaginare gli immensi passi avanti fatti in questi 50 anni. Altrettanto arduo è prevedere come cambierà l'Europa nei prossimi 50. L'Unione Europea corre verso &lt;strong&gt;il futuro&lt;/strong&gt; e lo sforzo più grande è coinvolgere i suoi abitanti per renderli cittadini più consapevoli, più integrati e partecipi del processo di sviluppo. A questo scopo è stato creato &lt;a href="http://europa.eu/debateeurope/index_it.htm" target="blank"&gt;Debate Europe&lt;/a&gt;, un forum di discussione dove i cittadini possono condividere le idee, le speranze e le preoccupazioni sul futuro dell’Europa. I cittadini possono inoltre avvalersi di due strumenti, Citizen e Solvit, messi in campo dalla Commissione Europea per incentivare la conoscenza dei diritti UE e la loro tutela. In particolare, &lt;a href="http://ec.europa.eu/citizensrights/front_end/about/index_it.htm" target="blank"&gt;Citizen&lt;/a&gt; è un servizio di orientamento che fornisce informazioni e consigli personalizzati sui diritti e sulle norme che disciplinano il mercato interno. Qualora queste norme non venissero rispettate, i cittadini possono rivolgersi a &lt;a href="http://ec.europa.eu/solvit/site/index_it.htm" target="blank"&gt;Solvit&lt;/a&gt;, una rete creata per risolvere on line i problemi derivanti dall'applicazione scorretta delle norme sul mercato interno da parte delle amministrazioni pubbliche. Un ulteriore servizio ai cittadini è offerto da &lt;a href="http://ec.europa.eu/europedirect/index_it.htm" target="blank"&gt;Europe Direct&lt;/a&gt;: per avere informazioni generali sui temi dell’Unione Europea in tutte le lingue ufficiali e risposte alle domande sulle politiche comunitarie, vengono messi a disposizione un &lt;strong&gt;numero telefonico (00800 6 7 8 9 10 11)&lt;/strong&gt;, centri sul territorio e assistenza on line da parte degli operatori. Pace e stabilità, libertà e democrazia, prosperità e crescita: sono questi i risultati unici raggiunti dall'Europa in questi 50 anni. L'anniversario del 9 maggio è un punto di partenza per conoscere meglio l'Unione: capire il passato, comprendere il presente e guardare al futuro per progettare l'Europa di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(*) Articolo prelevato dal sito &lt;a href="http://www.italia.gov.it/"&gt;www.italia.gov.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5418102707426819970-5755630309787777977?l=euroricerca1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://euroricerca1.blogspot.com/feeds/5755630309787777977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5418102707426819970&amp;postID=5755630309787777977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5418102707426819970/posts/default/5755630309787777977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5418102707426819970/posts/default/5755630309787777977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://euroricerca1.blogspot.com/2007/05/buon-compleanno-europa.html' title='Buon Compleanno Europa (*)'/><author><name>4^ Commissione AAdES</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
